Serena e Giada: Metodo ROPA a Barcellona

Oggi vi raccontiamo la storia di un amore, la storia della maternità di una copia de donne Serena Galassi e Giada Buldrini e la battaglia che hanno combattuto per cinque anni per riconoscere i diritti dell’arcobaleno della loro famiglia: due madri con tre bambini.
Cominciamo dall’inizio. Serena è infermiera in un reparto ospedaliero di neonatologia. Conosce Giada, commerciante, nel 2011. Le due si innamorano, decidono di andare a convivere e di avere dei figli. Nel 2013 conoscono la Dott.ssa Flor Molfino e decidono di andare a Barcellona, dove si sottopongono a un trattamento di FIVET, mediante metodo ROPA (Ricezione di Ovuli dalla Partner).

Metodo ROPA in Spagna

Si tratta di una tipologia di fecondazione in vitro per coppie formate da due donne, che prevede la donazione di ovuli dell’una e la gestazione dell’altra. Gli ovuli di Giada sono così fecondati con il seme di un donatore anonimo e impiantati nell’utero di Serena. Il risultato è, 9 mesi dopo, il coronamento di un sogno: la nascita di due gemelli, Thomas e Leonardo, che adesso hanno 5 anni e vivono felici con le loro due mamme.

In Spagna le coppie di donne hanno gli stessi diritti che le coppie eterosessuale. Nel 2006 la legge sulla riproduzione assistita è stata modificata per riconoscere due donne entrambe genitrici del bambino nato in seguito alle tecniche di riproduzione assistita.

Nel momento in cui inizierete il processo di fecondazione in vitro firmerete un documento (consentimento) conforme al fatto che entrambe siete d’accordo a realizzare il trattamento. Questo documento ha validità legale e certifica che entrambe avete deciso concepire con ricorrendo all´ausilio di un donatore di sperma anonimo. Tutti i donatori sono anonimi ed in nessun caso possono presentarsi reclamando la paternità. La maternità è completamente affidata alla coppia delle due donne.

Legge italiana

Da cinque anni Serena e Giada lottano affinché il comune di Riccione, riconosca la genitorialità a entrambe. La legge italiana, infatti, non permette ancora la trascrizione di un figlio da parte di due madri. A essere riconosciuta come madre è solo Serena, la mamma che ha partorito i due gemelli. Ciò discrimina Giada, madre biologica e quindi portatrice del patrimonio genetico dei suoi figli, e tutte le mamme che si trovano nella sua stessa condizione, privandole di una vita normale, con i diritti e doveri che corrispondono a una madre.
Nonostante ciò, niente è riuscito a impedire loro di cercare “la bambina” e così sono tornate con la Dott.ssa Molfino al CRA Barcellona per sottoporsi a un’inseminazione artificiale, che ha avuto successo e dalla quale è nata la loro terza figlia.
Serena e Giada aspettano la risoluzione del Tribunale di Rimini, a cui hanno presentato ricorso. I tribunali di un numero crescente di comuni italiani stanno, infatti, legittimando, negli ultimi anni, il riconoscimento della doppia genitorialità da parte di genitori dello stesso sesso, che ancora non è legge. Dopo le recenti leggi sull’unione civile, la step-child adoption e la trascrizione dell’atto di nascita di bambini nati all’estero mediante riproduzione assistita, ci auguriamo altri passi in avanti da parte della legge italiana per il pieno riconoscimento dei diritti delle famiglie arcobaleno, come quella meravigliosa di Giada e Serena.

Ulteriori informazioni sulla riproduzione assistita per coppie di donne in Spagna

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